Essere forti non basta. Correre velocemente non basta. Riuscire a completare un circuito intenso non basta.
ATHX nasce per mettere insieme queste capacità e verificare quanto un atleta riesca a esprimerle all’interno della stessa competizione. Non premia soltanto chi solleva di più, chi possiede il motore aerobico migliore o chi riesce a soffrire più a lungo. Premia l’atleta capace di passare da una richiesta fisica all’altra mantenendo tecnica, lucidità e controllo.
È questo che rende ATHX una competizione di fitness ibrido: forza, endurance e condizionamento metabolico non vengono allenati come mondi separati, ma devono convergere nella stessa prestazione.
Ed è anche il motivo per cui prepararsi non significa semplicemente ripetere circuiti sempre più duri.
Che cos’è ATHX?
ATHX è una competizione di fitness strutturata su più zone e sviluppata all’interno di una finestra complessiva di circa due ore e mezza.
Le tre prove principali valutano:
- forza;
- endurance;
- condizionamento metabolico e funzionale, denominato MetCon X.
A queste si aggiungono le zone dedicate al riscaldamento, al rifornimento e al recupero. La gara si sviluppa quindi attraverso sei fasi complessive, ma sono tre i blocchi nei quali viene misurata la prestazione dell’atleta.
Gli eventi possono prevedere partecipazione individuale o in coppia e differenti categorie di difficoltà, come Lite, ATHX e Pro. Carichi, distanze e standard vengono adattati alla categoria, mentre rimane invariata la logica generale: misurare qualità atletiche differenti all’interno dello stesso evento.
Uno degli aspetti più interessanti del format è la possibilità di conoscere in anticipo i workout della stagione. Questo permette di prepararsi su richieste definite e di misurare i progressi nel tempo.
Gli esercizi, i carichi e alcune modalità possono però cambiare da una stagione all’altra. Per questo una buona preparazione non dovrebbe limitarsi a memorizzare il workout corrente: deve costruire capacità atletiche trasferibili anche quando la prova viene modificata.
Come funziona una competizione ATHX?
Per comprendere come allenarsi è necessario analizzare ciò che la gara richiede realmente.
Nel format 2026, le tre prove competitive sono costruite in questo modo.
Strength Zone: la prova di forza
La zona di forza dura 20 minuti e comprende tre alzate:
- una ripetizione massimale di strict press;
- tre ripetizioni massimali di back squat;
- cinque ripetizioni massimali di deadlift.
Il risultato viene determinato dalla somma dei carichi validamente sollevati.
Non si tratta quindi di una breve parentesi con il bilanciere inserita dentro un circuito. È una vera prova di forza, svolta sotto cronometro e con standard tecnici precisi.
Endurance Zone: corsa e vogatore
La prova endurance combina corsa e rowing.
Nel workout individuale della categoria ATHX, l’atleta alterna frazioni da 750 metri di corsa e 750 metri al vogatore, cercando di percorrere la maggiore distanza possibile entro il tempo previsto. Formati e distanze vengono modificati nelle altre categorie e nella competizione a coppie.
La sfida non consiste soltanto nel correre forte. Bisogna trovare un ritmo che permetta di passare dalla corsa al vogatore e tornare nuovamente a correre senza subire un crollo prematuro della prestazione.
MetCon X: il circuito finale
Nel format 2026 il MetCon X comprende esercizi come:
- SkiErg;
- ground to overhead con dumbbell;
- sandbag carry;
- box jump over;
- walking lunge con manubri;
- burpee broad jump;
- una seconda parte conclusiva allo SkiErg.
La prova ha un time cap di 25 minuti e deve essere completata nel minor tempo possibile, rispettando distanze, ripetizioni e standard della propria categoria.
Questa struttura chiarisce un punto fondamentale:
Prepararsi per ATHX non significa diventare forti, resistenti oppure bravi nei circuiti. Significa sviluppare tutte queste qualità e imparare a utilizzarle nella giusta sequenza.
Perché la forza è il primo pilastro della preparazione
La forza non è una componente accessoria di ATHX. È una qualità valutata direttamente e con una prova dedicata.
Per affrontare strict press, squat e deadlift sotto cronometro servono:
- tecnica stabile;
- capacità di produrre tensione;
- esperienza nella gestione dei carichi;
- consapevolezza dei propri massimali;
- capacità di scegliere correttamente i tentativi;
- controllo anche in una situazione competitiva.
Questo non significa provare un massimale a ogni allenamento.
Testare continuamente la forza e svilupparla sono due cose differenti. Il miglioramento viene costruito attraverso settimane di lavoro progressivo, durante le quali aumentano gradualmente carichi, volume o complessità.
Nel percorso ATHX Preparation lavoriamo sui principali schemi motori:
- squat;
- hip hinge e deadlift;
- spinte verticali e orizzontali;
- trazioni;
- esercizi unilaterali;
- trasporti;
- stabilità del tronco;
- controllo del carico sopra la testa.
Gli esercizi fondamentali vengono affiancati da lavori complementari utili a rinforzare i punti deboli e sostenere gli esercizi presenti sul floor.
Più forza significa maggiore margine operativo
Nel circuito finale vengono utilizzati carichi prestabiliti. A parità di tecnica, un atleta più forte può affrontare quello stesso carico utilizzando una percentuale inferiore della propria capacità massima.
In termini pratici, il carico può risultare più gestibile e permettere di:
- mantenere più a lungo una buona esecuzione;
- ridurre le interruzioni;
- controllare meglio la respirazione;
- conservare energie per gli esercizi successivi.
La forza non sostituisce l’endurance, ma amplia il margine con cui l’atleta può produrre lavoro.
La forza può sostenere anche la corsa
L’allenamento con sovraccarichi non è utile soltanto nella Strength Zone. Diverse revisioni scientifiche hanno rilevato che il lavoro di forza, in particolare con carichi elevati o metodi combinati, può migliorare l’economia di corsa negli atleti di endurance.
Migliorare l’economia significa utilizzare meno energia per sostenere una determinata velocità. Questo non trasforma automaticamente un atleta in un buon runner, ma dimostra che forza e corsa non devono essere considerate discipline incompatibili. Devono essere integrate con una programmazione corretta.
Perché i circuiti non possono sostituire gli allenamenti di corsa
Uno degli errori più frequenti nella preparazione ibrida è pensare che qualsiasi attività intensa sviluppi automaticamente una buona endurance.
Un circuito con burpee, manubri e salti può aumentare molto la frequenza cardiaca. Questo non significa che produca gli stessi adattamenti di un lavoro specifico di corsa.
La corsa possiede richieste proprie:
- tecnica del passo;
- capacità di assorbire e restituire forza;
- tolleranza progressiva all’impatto;
- economia del gesto;
- controllo della respirazione;
- capacità di riconoscere e mantenere un ritmo;
- resistenza dei tessuti al volume di lavoro.
Per migliorare nella corsa bisogna quindi anche correre.
La preparazione ufficiale ATHX dedica sessioni distinte alla costruzione dell’“engine” e combina lavori aerobici, intervalli, corsa facile e sequenze miste. Nel programma ufficiale di sei settimane compaiono, ad esempio, corse continue a bassa intensità e lavori nei quali frazioni di corsa vengono alternate a walking lunge o attività sugli ergometri.
Come alleniamo la corsa per ATHX
La preparazione non consiste nel correre ogni volta alla massima velocità. Utilizziamo stimoli differenti, ognuno con una funzione precisa.
Corsa aerobica controllata
Le corse a intensità sostenibile costruiscono una base che permette di tollerare più lavoro e recuperare meglio tra le fasi intense.
Sembrano meno specifiche di un circuito, ma sono fondamentali per sviluppare il motore sul quale poggiano gli sforzi successivi.
Lavori a ritmo
Queste sessioni insegnano a mantenere un’andatura definita senza partire troppo velocemente.
Nella gara ATHX, consumare troppe energie nella prima frazione significa compromettere non soltanto la parte finale dell’endurance, ma anche la capacità di affrontare il MetCon X.
Intervalli
Gli intervalli alternano fasi di lavoro e recupero e permettono di sviluppare la capacità di sostenere velocità elevate per periodi ripetuti.
La ricerca mostra che protocolli di interval training ad alta intensità possono migliorare il massimo consumo di ossigeno. Questo tipo di lavoro deve però essere dosato: più intensità non significa automaticamente più beneficio, soprattutto quando deve convivere con forza e condizionamento.
Corsa sotto affaticamento
Avvicinandosi alla competizione vengono introdotte sequenze nelle quali la corsa viene eseguita prima o dopo esercizi funzionali.
L’obiettivo non è correre male perché si è stanchi. Al contrario, bisogna imparare a ritrovare rapidamente postura, respirazione e ritmo dopo lunges, carries, burpee o lavoro agli ergometri.
Prima si costruisce la corsa. Successivamente si allena la capacità di utilizzarla dentro una prova mista.
Il condizionamento per il circuito funzionale
Il MetCon X rappresenta il punto nel quale forza, endurance e abilità esecutiva devono lavorare insieme.
Arrivare alla fine non è sufficiente. Bisogna riuscire a mantenere:
- tecnica;
- continuità;
- velocità sostenibile;
- controllo dei carichi;
- efficienza nelle transizioni;
- lucidità nella gestione delle ripetizioni.
Per questo il condizionamento non può essere ridotto a una sequenza casuale di esercizi eseguiti fino all’esaurimento.
Una revisione sull’allenamento funzionale ad alta intensità ha rilevato effetti positivi su forza, potenza, flessibilità e prestazione specifica, ma non ha riscontrato automaticamente miglioramenti significativi dell’endurance. È un’indicazione importante: il circuito è uno strumento efficace, ma non sostituisce la preparazione aerobica specifica.
Come viene costruito il lavoro funzionale
Il percorso segue una progressione.
1. Apprendimento tecnico
Prima di utilizzare un esercizio dentro un circuito, lavoriamo sulla sua esecuzione.
Un ground to overhead, un box jump o un sandbag carry devono essere controllabili quando l’atleta è fresco. Inserire immediatamente il movimento sotto forte affaticamento rende più difficile apprenderlo e consolidarlo.
2. Sviluppo del volume
Quando la tecnica è sufficientemente stabile, aumentiamo gradualmente il numero di ripetizioni, le distanze o il tempo di lavoro.
L’obiettivo è rendere il movimento ripetibile, non soltanto completabile una volta.
3. Combinazione degli esercizi
Gli esercizi vengono poi collegati in sequenze più brevi.
In questa fase osserviamo come cambia la prestazione quando gruppi muscolari e richieste energetiche differenti vengono sovrapposti.
4. Gestione delle transizioni
Appoggiare un attrezzo, raggiungere la stazione successiva, impostare una macchina e riprendere il lavoro richiede tempo ed energia.
Le transizioni fanno parte della prestazione e devono essere provate. Un atleta può perdere secondi e lucidità non perché sia meno forte, ma perché affronta ogni cambio di esercizio senza una strategia.
5. Simulazioni specifiche
Soltanto dopo aver costruito le singole capacità introduciamo simulazioni più vicine alla gara.
Le simulazioni servono a verificare pacing, strategia, scelta delle pause e qualità tecnica. Non devono essere ripetute in ogni seduta: trasformare ogni allenamento in una gara rende difficile sviluppare le capacità che la gara dovrebbe misurare.
Forza ed endurance possono essere allenate insieme?
ATHX richiede necessariamente un allenamento concorrente: nella stessa settimana devono convivere lavoro con i pesi, corsa e condizionamento.
Questo richiede organizzazione.
Una meta-analisi sul concurrent training ha rilevato che combinare attività aerobica e forza non compromette necessariamente lo sviluppo della forza massimale o della massa muscolare. La forza esplosiva può però risentirne maggiormente, soprattutto quando i due stimoli vengono compressi nella stessa sessione senza una gestione adeguata.
Per questo non inseriamo tutto, sempre, dentro lo stesso circuito.
Durante la settimana distribuiamo priorità differenti, gestendo:
- ordine degli esercizi;
- intensità;
- volume;
- recupero;
- vicinanza tra corsa impegnativa e lavoro pesante per le gambe;
- livello e capacità di recupero dell’atleta.
La preparazione ibrida non consiste nel mescolare casualmente più discipline. Consiste nel farle convivere senza permettere che una distrugga sistematicamente la qualità dell’altra.
Come sviluppiamo ATHX Preparation in StrikeLab
Il percorso ATHX Preparation di StrikeLab è organizzato in Small Group a numero chiuso, con tre sessioni settimanali da 60 minuti.
Il gruppo ristretto permette al coach di osservare l’esecuzione, gestire i carichi e adattare il lavoro al livello dell’atleta, pur mantenendo una programmazione comune.
Le tre priorità della settimana sono:
Forza e qualità del movimento
Lavoriamo su tecnica, progressione dei carichi e principali schemi di forza.
Il blocco può comprendere squat, deadlift, press, esercizi unilaterali, trazioni, trasporti e lavori complementari. Il contenuto cambia in base alla fase della programmazione e non coincide con un test massimale continuo.
Engine, corsa ed ergometri
Sviluppiamo il sistema aerobico e la capacità di sostenere ritmi ripetuti.
Le sessioni possono includere corsa continua, intervalli, lavori a ritmo, rowing e SkiErg. In alcune fasi questi strumenti vengono mantenuti separati; in altre vengono combinati per riprodurre le transizioni della prova endurance.
Conditioning e specificità ATHX
Colleghiamo esercizi funzionali, carichi e attività cardiovascolari.
L’obiettivo è imparare a produrre lavoro sotto affaticamento senza perdere completamente tecnica e controllo. Con l’avvicinarsi dell’evento, sequenze e durate diventano progressivamente più specifiche.
La priorità delle sessioni può cambiare durante il ciclo. Non esiste una settimana identica ripetuta all’infinito e non tutte le sedute devono portare l’atleta allo stesso livello di fatica.
Le fasi del percorso
La preparazione viene sviluppata attraverso fasi progressive.
Costruzione della base
Valutiamo il punto di partenza e consolidiamo tecnica, mobilità, forza generale e capacità aerobica.
Questa fase serve a individuare i limiti reali, evitando che vengano nascosti dall’intensità.
Sviluppo
Aumentiamo gradualmente carichi, volumi e densità del lavoro.
Forza ed engine vengono allenati con obiettivi più precisi, mentre gli esercizi funzionali diventano progressivamente più impegnativi.
Specificità
Le capacità iniziano a essere combinate.
Entrano maggiormente in gioco pacing, transizioni, gestione delle ripetizioni e lavoro su sequenze simili a quelle previste sul floor.
Verifica e avvicinamento alla gara
Utilizziamo test e simulazioni per definire la strategia.
Nelle fasi immediatamente precedenti alla competizione, l’obiettivo non è accumulare altra fatica senza criterio, ma arrivare con capacità consolidate e una gestione chiara della prova.
Cosa monitoriamo durante il corso
Non misuriamo il progresso soltanto attraverso la sensazione di stanchezza.
Osserviamo dati e comportamenti più utili:
- carichi eseguiti con tecnica valida;
- capacità di mantenere il ritmo di corsa;
- distanza percorsa sugli ergometri;
- differenza di prestazione tra il primo e l’ultimo intervallo;
- numero e durata delle pause;
- qualità del movimento sotto fatica;
- velocità nelle transizioni;
- capacità di recuperare;
- gestione autonoma del pacing.
Un atleta che completa ogni sessione distrutto non è necessariamente più preparato. Un atleta capace di produrre più lavoro, con maggiore controllo e minore decadimento, sta invece mostrando un adattamento concreto.
A chi è rivolto il corso
ATHX Preparation è pensato principalmente per persone con un livello di allenamento intermedio o avanzato.
Non è necessario aver già partecipato a una competizione ATHX. Serve però una base che permetta di lavorare con sovraccarichi, corsa ed esercizi funzionali in sicurezza.
Il primo incontro permette di valutare:
- esperienza;
- tecnica dei movimenti principali;
- condizione atletica;
- capacità di sostenere il lavoro;
- obiettivo;
- eventuale gara programmata.
Chi non possiede ancora le basi necessarie può costruirle attraverso un percorso preliminare più adatto al proprio livello.
Il corso è indicato sia per chi vuole preparare una competizione sia per chi cerca un obiettivo concreto con cui sviluppare forza, endurance e capacità di lavoro.
Prepararsi per il floor, non soltanto sopravvivere all’allenamento
ATHX non viene deciso da una sola qualità.
La forza permette di gestire i carichi. L’endurance permette di sostenere e recuperare. La corsa costruisce ritmo ed efficienza. Il condizionamento insegna a continuare a produrre lavoro quando le richieste iniziano a sovrapporsi.
La preparazione deve quindi essere progressiva, misurabile e specifica.
Non ci alleniamo soltanto per terminare una sessione.
Ci alleniamo per arrivare sul floor sapendo cosa fare, quanto spingere e come utilizzare le capacità costruite durante il percorso.
IL FLOOR NON SI IMPROVVISA. SI PREPARA.
ATHX Preparation è il percorso StrikeLab dedicato a chi vuole sviluppare forza, endurance, capacità di lavoro e gestione della prestazione attraverso una programmazione strutturata.
Martedì: 18:00–19:00
Giovedì: 18:00–19:00
Sabato: 11:00–12:00
Small Group a numero chiuso presso StrikeLab, Via Pantanaccio 82/B, Latina.
Fonti e approfondimenti
- ATHX Games, struttura ufficiale dell’evento, categorie e guida per i nuovi partecipanti.
- ATHX Games, workout e movement standard della stagione 2026.
- ATHX Games, programma ufficiale di preparazione di sei settimane.
- Llanos-Lagos et al., revisione sistematica e meta-analisi sugli effetti dell’allenamento di forza sull’economia di corsa.
- Schumann et al., revisione sistematica sull’integrazione di allenamento aerobico e forza.
- Milanović et al., meta-analisi sugli effetti dell’interval training sul massimo consumo di ossigeno.
- Wang et al., revisione sistematica sull’allenamento funzionale ad alta intensità e la prestazione atletica..